<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876</id><updated>2012-02-17T01:42:01.440+01:00</updated><title type='text'>Parole e cose</title><subtitle type='html'>"Le parole sono suoni per coloro che non s'impegnano;sono il nome di esperienze per chi le vive." (L. Giussani)

"Le parole vivono in relazione a ciò che indicano." (Gianni A. Papini)</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>21</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876.post-6043005286164354858</id><published>2012-02-01T09:08:00.000+01:00</published><updated>2012-02-01T09:09:41.391+01:00</updated><title type='text'>Abbruzzese: «I giovani abbandonino la cultura della rassegnazione»</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif; text-align: justify;"&gt;Appassionato. Il primo pensiero che viene in mente sentendoparlare Salvatore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Abbruzzese, docente ordinario di Sociologia della religionepresso l’Università di Trento ed autore di numerose pubblicazioni su rivistescientifiche e divulgative nazionali internazionali, non può che essere quellodi un uomo appassionato a quello che fa. Studioso dei processi diricomposizione sociale di reti e gruppi nella società contemporanea e di nuoveforme di aggregazione, ha recentemente pubblicato un saggio dal titolo singolare:“Superare la cultura della rassegnazione”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Professore, cos’èquesta “cultura della rassegnazione”?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;«Rispondo in maniera diretta e magari anche un po’ brutale:abbiamo fatto dei danni. Ci sono dei danni nella nostra cultura contemporanea,in quella che possiamo chiamare la “cultura collettiva condivisa”, riassumibiliin un cinismo esteso; in una sorta di dimissioni generalizzate da qualsiasidesiderio, da qualsiasi entusiasmo e in un esaurirsi della categoria dellapossibilità in nome di un “realismo” che a forza di avvitarsi su se stesso,sfocia in una dichiarazione di resa dinanzi all’esistenza. Abbiamo elaborato inquesti anni, lentamente ma inesorabilmente, una cultura della resa, le cuivittime principali sono coloro che ancora non hanno una chiara collocazionenella società e nel mondo del lavoro, cioè i giovani. È necessario combatterequesta cultura, pericolosissima, opponendole il diritto ad una passione perl’esistenza, per la vita, per un progetto. Non si può ragionevolmenteprospettare un individuo che rinunci a sperare, che rinunci a costruire».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Quali sono, secondolei, le “contromisure” da adottare?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;«Innanzitutto è importante che i giovani ereditino degliStati che siano in condizioni finanziarie sane. Naturalmente questo non basta;bisogna che i giovani abbiano la possibilità di intraprendere dei percorsi diformazione a tutti i livelli, dall’apprendistato fino alla ricerca, e che gliStati nazionali si facciano carico, magari non attraverso l’erogazione dicapitali finanziari che capisco essere oggi abbastanza difficile, ma attraversostrutture di servizio che diano la possibilità di spostarsi ed alloggiare nellecittà sedi di università a costi contenuti. È necessario dunque che leistituzioni non restino mute, perché se è vero che la scelta del propriopercorso formativo ricade sulle spalle di chi la fa, è altrettanto vero cheesse devono fare in modo che la persona possa compiere il suo percorso senzasentirsi sola e abbandonata a se stessa».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;La solitudine cuiaccennava in effetti sembra essere il nemico mortale del desiderio direalizzazione perché alimenta atteggiamenti di rinuncia. Come se ne esce?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;«La solitudine è la condizione più disumana che ci possa essere. Purtroppoin questo senso l’Italia non è un paese per giovani perché da tempo abbiamorinunciato ad una cultura del desiderio ed abbiamo rifiutato la categoria dellapossibilità: “Non si può fare” è il leit-motiv, ossessivo, che i nostri giovanisono costretti a sentire ormai da troppo tempo. Sebastião Salgado, un grandefotografo brasiliano, ebbe a dire una volta di aver visto la miseria in paesiricchissimi, perché miserabile è colui che non fa più parte di una comunità, èisolato ed ha perso la speranza. Occorre invece riscoprire l’altro come &amp;nbsp;fondamentale per la nostra esistenza. Larealizzazione di noi stessi passa infatti attraverso una rete di legami nellaquale gli altri costituiscono la stabilità di una relazione di cui ognidesiderio ha bisogno per diventare progetto concreto di vita».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-V6eqvi9G5_4/TyjylqFeYxI/AAAAAAAAAEQ/nfQLZwn_x9k/s1600/abbruzzese2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-V6eqvi9G5_4/TyjylqFeYxI/AAAAAAAAAEQ/nfQLZwn_x9k/s1600/abbruzzese2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;Pubblicato su La Sicilia martedì 31 gennaio 2012&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6262440441130052876-6043005286164354858?l=paroleetcose.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/6043005286164354858/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2012/02/abbruzzese-i-giovani-abbandonino-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/6043005286164354858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/6043005286164354858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2012/02/abbruzzese-i-giovani-abbandonino-la.html' title='Abbruzzese: «I giovani abbandonino la cultura della rassegnazione»'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-V6eqvi9G5_4/TyjylqFeYxI/AAAAAAAAAEQ/nfQLZwn_x9k/s72-c/abbruzzese2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876.post-2907671934692582506</id><published>2012-01-18T16:21:00.000+01:00</published><updated>2012-01-18T16:22:42.249+01:00</updated><title type='text'>Dopo Gutenberg, l'e-book. Attese e problemi</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif; text-align: justify;"&gt;Se l’e-book sia il futuro dellibro forse è ancora troppo presto per dirlo. Non tutti infatti sono disposti arinunciare al buon vecchio libro di carta, al crepitio delle pagine mentrevengono sfogliate, all’odore pungente della carta fresca di stampa od a quelloun po’ mucido e stantio della carta antica, a favore di un dispositivoelettronico, sofisticatissimo, ma forse troppo asettico ed “anaffettivo”. Laquestione tuttavia non pone un dilemma solo alla moltitudine dei lettori maanche, e soprattutto, alle case editrici che con questa nuova tecnologia devononecessariamente fare i conti. Nel Sud Italia, che registra gli indici dilettura più bassi d’Europa, un giovane editore calabrese, Giuseppe Meligrana, hadeciso di raccogliere la sfida dell’e-book e di investire cospicuamente in unsettore che molti suoi colleghi considerano ancora “non incoraggiante”. «Ladifficoltà maggiore che ho incontrato – racconta – è legata alla scarsadiffusione qui da noi dei dispositivi elettronici che permettono la lettura dell’e-book,i cosiddetti e-reader, ed anche una titubanza, se non una aperta diffidenza,verso l’acquisto del libro digitale. Io però sono convinto che, dopo qualcheanno di coesistenza, l’e-book soppianterà definitivamente il libro cartaceo chediventerà un prodotto di nicchia soprattutto a causa degli alti costi direalizzazione. Gli esperti fissano al 2018 la data in cui si completerà il passaggiodal cartaceo al digitale: credo invece che ciò accadrà due o tre anni prima. Ladiffusione degli e-book – prosegue – rappresenta un’occasione imperdibile peril Mezzogiorno perché anche una piccola casa editrice “periferica” grazie alsupporto digitale ed al web può mantenere i contatti con un autore, magari diuna certa caratura, che risiede a centinaia di chilometri di distanza. Nonsolo, i libri elettronici acquistati sul web potrebbero favorire uninnalzamento dell’indice di lettura invertendo così il trend negativo checaratterizza le nostre zone, perché annullerebbero di fatto le differenze fraNord e Sud rendendo ugualmente accessibile un medesimo prodotto editorialetanto ad un lettore del Trentino, quanto ad uno della Sicilia». Paolo Falzea,editore di Reggio Calabria, nonostante ammetta che quella dell’e-book è «unarivoluzione inarrestabile che sarebbe folle non prendere in considerazione» eche «i costi di produzione si abbatterebbero anche dell’80%», sottolinea che cisono alcuni aspetti tecnico-normativi da definire il primo dei quali riguardail “self-publishing”e cioè la pratica secondo la quale l’autore, saltando a pièpari la casa editrice, promuove e vende la sua opera in digitale su un sitocreato da lui stesso. «Inoltre – dice – non rinuncerei mai al piacere diaddormentarmi lasciando scivolare sul pavimento il libro che sto leggendo. Macon in mano un e-reader da 400 euro, come mai potrei fare?»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-8HKJ6wdibFc/TxbjEuUpx0I/AAAAAAAAAEI/fuYIVXhuziE/s1600/ereader.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://3.bp.blogspot.com/-8HKJ6wdibFc/TxbjEuUpx0I/AAAAAAAAAEI/fuYIVXhuziE/s320/ereader.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Pubblicato su La Sicilia sabato 26 novembre 2011&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6262440441130052876-2907671934692582506?l=paroleetcose.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/2907671934692582506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2012/01/dopo-gutenberg-le-book-attese-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/2907671934692582506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/2907671934692582506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2012/01/dopo-gutenberg-le-book-attese-e.html' title='Dopo Gutenberg, l&apos;e-book. Attese e problemi'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-8HKJ6wdibFc/TxbjEuUpx0I/AAAAAAAAAEI/fuYIVXhuziE/s72-c/ereader.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876.post-824458562408101785</id><published>2011-11-06T15:37:00.001+01:00</published><updated>2011-11-06T15:39:22.372+01:00</updated><title type='text'>Tra le pagine degli e-book</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Che cos’è un libro elettronico meglio noto come &lt;i&gt;e-book&lt;/i&gt;? È davvero il futuro del libro?Il libro cartaceo a cui noi siamo abituati, quello che ci tiene compagnia nellenotti insonni o spezza la monotonia di un viaggio in aereo o in treno èdestinato presto o tardi a scomparire? Le nuove tecnologie che hanno cambiatoil nostro modo di scrivere, di raccontare e sopratutto di leggere, sonodestinate sempre più ad entrare nell’uso comune? A queste domande, e a moltealtre ancora, prova a rispondere un recentissimo libro di Massimo Maugeri“L’e-book e (è?) il futuro del libro” che, lungi dal voler affrontare ilproblema da una prospettiva meramente tecnica, vuole divulgare “opinioniemotive” sull’argomento. A questo proposito l’autore ha voluto coinvolgere unaserie di persone “addette ai lavori” (scrittori, editori, giornalisti, criticiletterari) che si sono confrontate sulla questione. Maugeri lancia una“provocazione sensoriale”: il libro di carta lo posso toccare, posso sentire ilprofumo della carta e il fruscio delle pagine girate; quattro sensi su cinquesono coinvolti… Ma se l’e-book dovesse soppiantare il libro “di carta” comereagirei? Varie sono state le risposte, ma sebbene una nutrita schiera abbia presole difese del libro “classico” perché esso rimarrà sempre uno “scrignosensoriale”, è emerso anche con chiarezza che la transizione verso il digitaleprocede inesorabilmente e ci sarà un momento in cui l’e-book ci sembrerà lacosa più normale del mondo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-NLkYOG_dxmc/TrabM_z6zjI/AAAAAAAAAEA/oL-x5cMbdcg/s1600/e-book.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-NLkYOG_dxmc/TrabM_z6zjI/AAAAAAAAAEA/oL-x5cMbdcg/s320/e-book.JPG" width="215" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;Pubblicato su La Sicilia venerdì 4 novembre 2011&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6262440441130052876-824458562408101785?l=paroleetcose.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/824458562408101785/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/11/tra-le-pagine-degli-e-book.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/824458562408101785'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/824458562408101785'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/11/tra-le-pagine-degli-e-book.html' title='Tra le pagine degli e-book'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-NLkYOG_dxmc/TrabM_z6zjI/AAAAAAAAAEA/oL-x5cMbdcg/s72-c/e-book.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876.post-1602114316468498721</id><published>2011-10-14T13:32:00.000+02:00</published><updated>2011-10-14T13:32:04.969+02:00</updated><title type='text'>L'Eucaristia, la grazia di un incontro imprevedibile</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;«L’idea di una mostra sull’Eucaristia – raccontaEugenio Dal Pane, direttore editoriale della casa editrice Itaca e ideatore ecoordinatore della mostra – è maturata a seguito di quella su san Paolo, che mifu proposta dalla CEI in occasione dell’Anno Paolino. Ero stato impressionatoda ciò che avevo visto accadere». Ed in effetti le cifre che Dal Pane elencasono importanti: oltre 70 diocesi coinvolte, 140 allestimenti e circa 300.000visitatori. «Mi chiesi come dare continuità a tale esperienza – prosegue – eparlando con un responsabile del Progetto Culturale della CEI venni a saperedel Congresso Eucaristico Nazionale. Immediatamente fui attirato da una mostrasull’Eucaristia che si poneva in continuità con la mostra di san Paolo: daltestimone a Cristo stesso». Come la precedente, anche questa mostra saràallestita e presentata in tutta Italia. Per la “prima” siciliana è stata scelta&lt;st1:personname productid="la Galleria" w:st="on"&gt;la Galleria&lt;/st1:personname&gt;di Palazzo Costa Grimaldi ad Acireale, e da giovedì 13 fino a domenica30 ottobre sarà aperta al pubblico. Una domanda ha però accompagnato in modoinsistente i curatori durante il lavoro di preparazione della mostra, quasi unapreoccupazione: “Ha senso parlare dell’Eucaristia? Ha senso una mostrasull’Eucaristia da proporre alla città? Non è un tema troppo 'spirituale'?” Larisposta è stata sì, vale la pena proporre pubblicamente una mostra su questotema, perché essa offre a ciascuno l’opportunità di domandarsi su cosa hafondato la propria vita, cosa la sostiene quotidianamente e cosa, o Chi, lasalva dall’oblio della morte. Queste domande, troppo spesso liquidate come“metafisiche” o “astratte”, investono invece anche la società civile. Comeevidenziato anche dal Censis nel &lt;i&gt;44°Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2010&lt;/i&gt;, «siamo una societàpericolosamente segnata dal vuoto» in cui «il desiderio diventa esangue dopouna lunga cavalcata di soddisfazione dei desideri covati per decenni se non persecoli. […] Occorre un rilancio del desiderio individuale e collettivo». Ma perrealizzare questo “rilancio del desiderio” ci sono due strade: o confidaresolamente nei propri mezzi, ma presto o tardi il tempo ne fa emergere tutti ilimiti, oppure l’accadere di un imprevisto. Il titolo scelto per la mostra &lt;i&gt;“Oggi devo fermarmi a casa tua”&lt;/i&gt;ripropone le parole di Gesù a Zaccheo, il capo dei pubblicani di Gericodescritto nel vangelo come odiato e reietto da tutti, il quale dopo questoincontro inatteso mutò radicalmente la propria vita, regalando metà dei suoiaveri ai poveri e restituendo quanto aveva accumulato con la frode. È un fattogratuito ed inimmaginabile infatti che ha potuto cambiare il cuore diquell’uomo, non uno sforzo etico od un pio desiderio, ma la presenza fisica diGesù che, in modo sorprendente, lo ha guardato come nessuno mai aveva osatoguardarlo. “Ma queste medesime parole – ha affermato mons. Edoardo MonichelliArcivescovo di Ancona – Cristo continua a rivolgerle ancora oggi a ciascuno dinoi”. Solo un uomo afferrato da Cristo infatti può diventare protagonista nuovonella società e per questa ragione l’Eucaristia è quanto di più concreto cipossa essere per rispondere alla crisi del nostro Paese. Come ha ribaditospesso il Papa, la novità, nella società civile, non può venire appena dallapolitica o dal demiurgo di turno, ma dai santi, cioè da uomini che hannoaccolto nella loro vita l’amicizia di Gesù e, cambiati fin nel loro intimo,sono capaci di una creatività straordinaria che rende migliore la società e lavita di tutti. La sfida, audace ma appassionante, che la mostra vuole proporrea tutti i visitatori è che ognuno esca con questa certezza: Cristo si è fermatoa casa mia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-u75Z71d8WdU/TpgdilZAYvI/AAAAAAAAADw/V5EdeH8U0Vk/s1600/mostra+eucaristia+senza+testo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="281" src="http://1.bp.blogspot.com/-u75Z71d8WdU/TpgdilZAYvI/AAAAAAAAADw/V5EdeH8U0Vk/s320/mostra+eucaristia+senza+testo.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6262440441130052876-1602114316468498721?l=paroleetcose.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/1602114316468498721/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/10/leucaristia-la-grazia-di-un-incontro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/1602114316468498721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/1602114316468498721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/10/leucaristia-la-grazia-di-un-incontro.html' title='L&apos;Eucaristia, la grazia di un incontro imprevedibile'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-u75Z71d8WdU/TpgdilZAYvI/AAAAAAAAADw/V5EdeH8U0Vk/s72-c/mostra+eucaristia+senza+testo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876.post-2859708111691442477</id><published>2011-10-08T10:15:00.002+02:00</published><updated>2011-10-08T10:16:41.077+02:00</updated><title type='text'>La critica "pura" di Debenedetti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;«Questo scrittore per fortuna non pratica laletteratura come sfogo o privilegiata secrezione di un’anima bella. In lui c’èl’idea, tutt’altro che bacchettona, della letteratura come buona azione».Queste parole di Giacomo Debenedetti con le quali veniva proclamato ilvincitore del &lt;i&gt;Premio&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Crotone&lt;/i&gt; 1961, assegnato a LeonardoSciascia per “Il Giorno della civetta”, sono una testimonianza della profondastima che il critico letterario nutriva nei confronti dello scrittore siciliano,stima ampiamente ricambiata da Sciascia che lo definiva “il maggior criticoitaliano dei nostri anni”. Un recentissimo saggio di Pietro Milonericostruisce, in un volume impreziosito da numerose fonti inedite, il rapportodello scrittore di Racalmuto con Debenedetti. Ma non solo. Il sottotitolo delvolume –&lt;i&gt; “La musica dell’uomo solo traDebenedetti, Calvino e Pasolini”&lt;/i&gt; – come in un gioco di specchi, riflette lafortunata espressione critica che Debenedetti coniò per Pirandello e laproietta su Sciascia poiché egli specchiava la propria identità di scrittore inquella dell’illustre conterraneo, verso il quale nutriva un profondo senso difigliolanza reso ancora più cogente, «dopo la contrapposizione antagonisticadella giovanile ribellione», dalla scoperta di ciò che li accomunava. Ma “lamusica dell’uomo solo” – prosegue Milone – è in realtà una polifonia perché ècon i coetanei e fraterni Pasolini e Calvino che Sciascia si confronta,affidando alla letteratura la difesa di un destino di umanità per l’uomoattraverso il quale egli può conoscere se stesso e la verità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-BZeNgW3DLU0/TpAGQJFuHqI/AAAAAAAAADs/R--djA2HXaE/s1600/sciascia.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-BZeNgW3DLU0/TpAGQJFuHqI/AAAAAAAAADs/R--djA2HXaE/s320/sciascia.jpg" width="211" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Pubblicato su La Sicilia sabato 8 ottobre 2011&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6262440441130052876-2859708111691442477?l=paroleetcose.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/2859708111691442477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/10/la-critica-pura-di-debenedetti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/2859708111691442477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/2859708111691442477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/10/la-critica-pura-di-debenedetti.html' title='La critica &quot;pura&quot; di Debenedetti'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-BZeNgW3DLU0/TpAGQJFuHqI/AAAAAAAAADs/R--djA2HXaE/s72-c/sciascia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876.post-132154233267827653</id><published>2011-09-30T17:42:00.000+02:00</published><updated>2011-09-30T17:47:08.181+02:00</updated><title type='text'>Gesù base della civiltà Occidentale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;“E voi chi dite che io sia?” Queste parole di Gesùhanno attraversato i secoli fino alla nostra epoca perché la figura di Cristo,è innegabile, continua ad “inquietare” gli uomini di ogni tempo ed i numerosisaggi che in questi anni sono stati scritti sul Nazareno costituiscono unaprova a sostegno di questa tesi. Le risposte a questa domanda, curiosamente,sembrano essere le medesime che si rintracciano nei Vangeli: un grande profeta,un rivoluzionario, un guaritore, un folle, il Figlio di Dio. Frédéric Lenoir,filosofo e sociologo delle religioni, in un recente volume suggestivamenteintitolato “Cristo filosofo. Le radici del pensiero dell’Occidente”, ha volutoindagare l’annuncio dei Vangeli rileggendolo alla luce del messaggio di Gesù.L’Autore sostiene infatti che la democrazia ed i diritti dell’uomo sono nati inOccidente (e non invece in India o in Cina) grazie al cristianesimo il quale,recando un messaggio etico di portata universale, ha permesso che si creasserole basi della moderna civiltà occidentale. La purezza di questo messaggio –eglidice- è stata però svilita dalla Chiesa che «non è stata all’altezza, non hasaputo rispondere alle esigenze di colui al quale si richiama», mentrel’Illuminismo, ispirandosi alla “filosofia di Cristo”, ne ha ripreso,perfezionandolo, il senso genuino. L’esito è noto: un’ etica cristiana senzaCristo. Ma, come scrissero Adorno e Horkheimer, «la terra interamenteilluminata splende all’insegna di trionfale sventura». Lenoir sembradimenticare che i valori, separati dall’origine da cui sono scaturiti, si sonostoricamente trasformati in mostruose caricature generando ogni sorta diviolenza e soprusi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-fGBz0sNmj-U/ToXi_Tu5U_I/AAAAAAAAADo/rdquOYSfgME/s1600/Cristo+filosofo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-fGBz0sNmj-U/ToXi_Tu5U_I/AAAAAAAAADo/rdquOYSfgME/s320/Cristo+filosofo.jpg" width="207" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Pubblicato su La Sicilia giovedì 29 settembre 2011&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6262440441130052876-132154233267827653?l=paroleetcose.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/132154233267827653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/09/gesu-base-della-civilta-occidentale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/132154233267827653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/132154233267827653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/09/gesu-base-della-civilta-occidentale.html' title='Gesù base della civiltà Occidentale'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-fGBz0sNmj-U/ToXi_Tu5U_I/AAAAAAAAADo/rdquOYSfgME/s72-c/Cristo+filosofo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876.post-2667666917575890934</id><published>2011-09-23T08:46:00.000+02:00</published><updated>2011-09-23T08:46:45.877+02:00</updated><title type='text'>La scienza e la ragione "ridotta"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;L’ineludibilità della questione di Dio,parafrasando il titolo di un recente libro di Pietro Barcellona, appare evidentedalla sterminata produzione letteraria che riempie gli scaffali delle libreriee di cui una grande parte è il frutto, non sempre ben riuscito, del confrontodi numerosi uomini di scienza con un tema appassionante qual è appunto quellodella fede nell’esistenza di un Dio Creatore. Al dibattito tra scienza ereligione ha contribuito anche un recente volume curato da Mario Grilli daltitolo “Gli scienziati e l’idea di Dio. Pensiero scientifico e religioso aconfronto”, che, attraverso un dialogo serrato con pensatori e scienziati delpassato, cerca di rispondere ad alcuni interrogativi importanti che i due temisuscitano: perché gli uomini hanno bisogno di Dio? La fede è frutto di unaadesione razionale od emozionale? Le religioni sono opera dell’uomo o di Dio? E’possibile un rapporto diretto con Dio senza alcun intermediario? Sono questedomande fondamentali, senza dubbio, però l’intenzione dell’Autore di nonscrivere “un saggio dotto ed esaustivo”, ma “un immaginario colloquio con ilettori, in particolare quelli più giovani”, ha come esito finale, a causaanche di alcune inesattezze storico-filosofiche e filologiche, quello diriproporre purtroppo l’antica (e superficiale) dicotomia tra una ragione,rinchiusa nei limiti angusti del sapere scientifico, e la fede, intesa comerassicurazione a buon mercato, frutto delle debolezze e dei limiti degliuomini.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-heNCd3GqhNw/TnwqZkIafOI/AAAAAAAAADk/w0J5ycqryZQ/s1600/scienziati+e+idea+di+Dio.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-heNCd3GqhNw/TnwqZkIafOI/AAAAAAAAADk/w0J5ycqryZQ/s320/scienziati+e+idea+di+Dio.JPG" width="212" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Pubblicato su La Sicilia giovedì 22 settembre 2011&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6262440441130052876-2667666917575890934?l=paroleetcose.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/2667666917575890934/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/09/la-scienza-e-la-ragione-ridotta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/2667666917575890934'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/2667666917575890934'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/09/la-scienza-e-la-ragione-ridotta.html' title='La scienza e la ragione &quot;ridotta&quot;'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-heNCd3GqhNw/TnwqZkIafOI/AAAAAAAAADk/w0J5ycqryZQ/s72-c/scienziati+e+idea+di+Dio.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876.post-3211196264733310515</id><published>2011-09-17T08:44:00.001+02:00</published><updated>2011-09-17T08:44:53.454+02:00</updated><title type='text'>Aelredo di Rievaulx, il Dottore dell'amicizia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Il nome di Aelredo di Rievaulx potrebbe forsesuscitare la stessa nota reazione di don Abbondio descritta da Manzoni nelcapitolo ottavo dei “Promessi Sposi” e in effetti la figura di questo monacocistercense vissuto nel XII secolo è stata fino ad oggi avvolta in un obliopressoché totale, offuscata certamente dalla personalità imponente del suo piùillustre contemporaneo, Bernardo di Clairvaux, di cui egli fu, peraltro,discepolo fedele. Eppure egli fu un personaggio di indubitabile grandezza, siaculturale, emblematici sono i suoi scritti filosofici, teologici ed asceticioltre ad una vasta produzione omiletica, sia umana, per la paternità con cuiguidò i monaci che gli erano stati affidati in qualità di abate di Rievaulx. Aridare lustro a questa figura ingiustamente relegata nei meandri della storiaci ha pensato Enrico Piscione che ha dedicato proprio al monaco scozzese il suoultimo lavoro: “Doctor amicitiæ. L’itinerario filosofico-spirituale di Aelredodi Rievaulx” (Edizioni Lussografica, 2011). Attraverso un’analisi precisa edappassionata delle tre opere principali del cistercense infatti l’Autoreintende guidare il lettore alla riscoperta dell’originalità e della freschezzadel pensiero aelrediano il quale, prendendo le mosse dalla constatazione chel’uomo è &lt;i&gt;imago Dei&lt;/i&gt; e che nello statodi natura integra l’amicizia tra l’uomo e Dio era perfetta, affronta il temadell’amicizia da una prospettiva cristologica, cercando di mostrare come soloCristo è stato in grado di risanare “la frattura generatasi nel rapportod’armoniosa amicizia di Adamo nei confronti del Creatore”. L’azione salvificadi Cristo tuttavia, prosegue Aeleredo, non si è svolta solo in un senso percosì dire “verticale”, ristabilendo l’antica alleanza tra Dio e l’uomo, maanche in un senso “orizzontale” perché se gli uomini possono sperimentare tradi loro una amicizia totalmente gratuita e totalmente disinteressata è solograzie all’esempio di Colui che, come si legge nel Vangelo di Giovanni, dà lavita per coloro che ama. “Naturae simul et gratiae optimum donum”. In queste breviparole, che sono valse ad Aelredo l’appellativo di “Doctor amicitiæ”, èracchiuso il significato dell’amicizia secondo il monaco cistercense: un dono,“optimum”, frutto allo stesso tempo sia della natura, sia della Grazia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-5MfTN3URy3Q/TnRBip2jkLI/AAAAAAAAADg/OK3zIsCtNgw/s1600/Aelredo.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-5MfTN3URy3Q/TnRBip2jkLI/AAAAAAAAADg/OK3zIsCtNgw/s320/Aelredo.JPG" width="205" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Pubblicato su La Sicilia venerdì 16 settembre 2011&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6262440441130052876-3211196264733310515?l=paroleetcose.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/3211196264733310515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/09/aelredo-di-rievaulx-il-dottore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/3211196264733310515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/3211196264733310515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/09/aelredo-di-rievaulx-il-dottore.html' title='Aelredo di Rievaulx, il Dottore dell&apos;amicizia'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-5MfTN3URy3Q/TnRBip2jkLI/AAAAAAAAADg/OK3zIsCtNgw/s72-c/Aelredo.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876.post-5868525162801455137</id><published>2011-09-12T18:45:00.000+02:00</published><updated>2011-09-12T18:48:11.726+02:00</updated><title type='text'>Padre Aldo al Meeting</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Sabato 27 agosto, il Meeting di Rimini sta per chiudere i battenti. Padre Aldo Trento,missionario in Paraguay dal 1989, prima dell’orario di apertura “ufficiale”della fiera ha incontrato un gruppetto di giovani volontari all’interno deipadiglioni. Svariate sono state le domande che i ragazzi hanno posto alsacerdote veneto, soprattutto su due questioni che, evidentemente, eranoavvertite come le più urgenti. La prima. L’uomo è una perenne domanda di senso;si muove nella realtà domandando, cercando, lottando per affermare unsignificato senza il quale la vita diventerebbe insipida, incerta, vana. Allora,nel meeting della “immensa certezza”, come permanere in un atteggiamento didomanda, quando la realtà sembra sorda al nostro interrogare e avara o financhemuta nelle risposte?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;«Occorrevivere intensamente la realtà, ha risposto padre Trento, e affidare la vita aqualcuno che riconosci autorevole per te. Da solo altrimenti non ce la fai. Mivengono in mente quelli che ho visto ogni giorno venendo qui in fiera, sotto ilsole, a fare i parcheggiatori; sono contenti, li ho visti! Ma come fanno? Sonoforse degli stupidi? No! E’ che si sono fidati di quello che è stato detto loroe hanno riconosciuto che c’è una positività per la loro vita anche facendoparcheggiare le macchine».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Laseconda domanda si intreccia giocoforza con la prima: quando la realtà è durasi fa fatica. Ma perché?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;«Bisognasoffrire perché la verità non si cristallizzi in dottrina» risponde ilmissionario. Potrebbe essere un bell’aforisma, sciorinato ad effetto percolpire la platea. Ma chi ascolta conosce bene la storia di padre Aldo e sa chedietro ogni parola utilizzata c’è tutta una vita; le sue parole non sonosemplici suoni, flatus vocis, ma raccontano un’esperienza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Perquesto motivo nessuno fiata e tutti aspettano che il sacerdote riprenda aparlare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;«Alculmine del mio esaurimento nervoso, quando la depressione mi avvinghiava giànella sua morsa, ricorda, l’unico che ha avuto il coraggio di abbracciarmi,quando tutti volevano spedirmi in clinica psichiatrica, è stato Giussani, chemi ha portato con sé quella famosa estate del 1988 (&lt;i&gt;o ’89 non ricordo… ndr&lt;/i&gt;). Il suo però è stato un abbraccio“ontologico”, non appena l’abbraccio di un amico all’amico o del moroso allamorosa; è stato l’abbraccio, posso dirlo adesso, del Mistero alla mia vita». &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;«Quandosono arrivato in Paraguay, -perché, sapete, Giussani, alla fine di quell’estatelì mi disse: “Ora sono sicuro di te, puoi partire in missione!”- non c’eraniente nella mia vita che fosse a posto, ed ero incazzato con Dio e &lt;st1:personname productid="la Madonna. Non" w:st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="la Madonna." w:st="on"&gt;la Madonna.&lt;/st1:personname&gt; Non&lt;/st1:personname&gt; che avessi deidubbi, no, però incazzato lo ero, e tanto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Trale tante parole che mi sentivo dire ce n’era una in particolare che mi facevagirare le balle: attesa. Ci sono voluti dodici anni, anni nei quali non holetteralmente chiuso occhio, rasentando la follia, per comprendere che l’attesaè il tempo di Dio. Non sarebbe spiegabile altrimenti quello che accade adAsuncìon al San Rafael, oppure ai miei bambini della “casita”; bambini malati,abusati, stuprati, feriti nella carne e nello spirito, che non parlano, nonsorridono…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Iovivo quotidianamente nella sofferenza, ho a che fare ogni giorno con il doloree la morte, a volte è quasi impossibile sopportarlo, ti lacera dentro. Eppureil dolore e la fatica sono la condizione perché la vita, la verità non diventinoun discorso, una teoria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Manoi abbiamo paura di soffrire. Perché abbiamo paura di soffrire? Perché nonvogliamo amare, perché più ami più soffri non c’è niente da fare. E più crescinel tuo rapporto con Cristo, più impari la sua sensibilità. Quando Dio tichiede di essere testimone di Lui nel mondo, ti fa entrare nel Getsemani: Gesùrisorto si mostra con le sue piaghe, vi ricordate dell’episodio di Tommaso?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Sipuò essere “funzionari” di Cristo, ma se Lui non è la ragione della vita tu nonsoffri. Voler eliminare il dolore significa voler eliminare l’io, lapossibilità di dire veramente io.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Adun sacerdote che si è fatto mandare in missione fuori dall’Italia perché si erainnamorato di una donna e volevo dimenticarla ho detto: Cretino! Perché vuoidimenticare? Per eliminare la ferita e diventare un borghese! Devi imparare adamare da uomo e lei, questa donna, c’è per farti amare ancora di più la tuavocazione sacerdotale e Cristo. Cari amici, in tutto quello che vi ho detto c’èuna cosa fondamentale senza la quale sarebbe impossibile reggere: occorronodegli amici che ci abbraccino, perché loro sono il segno più potente dellatenerezza di Dio per me. Dio, che prima ancora che mia madre mi concepisse hapronunciato il mio nome, mi raggiunge ora grazie al volto di Carròn, Cleuza eMarcos. La malattia, la disperazione, si sconfigge solo se c’è qualcuno che tiabbraccia».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;PadreAldo finisce di parlare, posa il microfono e si asciuga la fronte madida disudore con un fazzoletto. Nessuno si muove: sono tutti con gli occhi sgranatidi fronte a lui. All’improvviso risuona la canzone che annuncia l’apertura deipadiglioni della fiera al pubblico e che ha accompagnato i visitatori per tuttala settimana; “Al final de este viaje en la vida” che in una strofa recita:“quedamos los que puedan sonreìr en medio de la muerte, en plena luz”: &lt;i&gt;siamo quelli che possono sorridere in mezzoalla morte, in pieno giorno&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;. Udire queste parole adesso dopo aver ascoltatola testimonianza di padre Aldo sembra l’avverarsi di una profezia: davverol’esistenza è una immensa certezza!&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-TDWA5meV-Xg/Tm42mapUpgI/AAAAAAAAADc/b3rXuetXu_o/s1600/Padre_ALDO_TRENTO.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="241" src="http://3.bp.blogspot.com/-TDWA5meV-Xg/Tm42mapUpgI/AAAAAAAAADc/b3rXuetXu_o/s320/Padre_ALDO_TRENTO.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6262440441130052876-5868525162801455137?l=paroleetcose.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/5868525162801455137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/09/padre-aldo-al-meeting.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/5868525162801455137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/5868525162801455137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/09/padre-aldo-al-meeting.html' title='Padre Aldo al Meeting'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-TDWA5meV-Xg/Tm42mapUpgI/AAAAAAAAADc/b3rXuetXu_o/s72-c/Padre_ALDO_TRENTO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876.post-1154936902336273254</id><published>2011-09-11T02:15:00.000+02:00</published><updated>2011-09-11T02:15:09.093+02:00</updated><title type='text'>Lo stile come disciplina di vita</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;La parola stile ricorre frequentemente nei discorsi di tutti i giorni: ci si riferisce ad essa quando si parla di un certo edificio, oppure per collocare in un determinato periodo storico un’opera letteraria, o ancora per indicare un modo di vestire nel quale il termine stesso può divenire un giudizio di valore su una persona, ecc… Ma a ben riflettere il concetto di stile è quanto di più aleatorio e sfuggente ci possa essere poiché esso si rifiuta di essere inscritto nei limiti angusti di una definizione univoca. A partire proprio dalla molteplicità dei significati che tale termine può assumere, sei persone, «non legate tra loro né da discipline né da altri misteriosi elementi […] che non siano la stima e l’amicizia», ciascuna affrontando la questione dalla prospettiva peculiare del proprio campo di ricerca (architettonico, urbanistico, filosofico e letterario), si sono cimentate nel tentativo, definito da loro stesse “ambizioso ed umile”, di trovare una teoria generale dello stile. Ha visto la luce così un interessante volume intitolato “Singolarità e formularità. Saggi per una teoria generale dello stile”, che, fedele al precetto schopenhaueriano, condiviso dagli autori, secondo cui «la prima regola, e forse l’unica del buono stile è che si abbia qualcosa da dire», vuole mostrare come ogni sapere, anche il più specialistico, ha qualcosa da dire a studiosi di altre discipline pena lo smarrimento del senso di unitarietà del contesto in cui questo sapere agisce.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-KfVLRcvMfaU/Tmv9RmfwZ3I/AAAAAAAAADY/kcI4TcBxhsc/s1600/singolarit%25C3%25A0+e+formularit%25C3%25A0.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-KfVLRcvMfaU/Tmv9RmfwZ3I/AAAAAAAAADY/kcI4TcBxhsc/s320/singolarit%25C3%25A0+e+formularit%25C3%25A0.JPG" width="214" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Pubblicato su La Sicilia giovedì 8 settembre 2011&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6262440441130052876-1154936902336273254?l=paroleetcose.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/1154936902336273254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/09/lo-stile-come-disciplina-di-vita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/1154936902336273254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/1154936902336273254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/09/lo-stile-come-disciplina-di-vita.html' title='Lo stile come disciplina di vita'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-KfVLRcvMfaU/Tmv9RmfwZ3I/AAAAAAAAADY/kcI4TcBxhsc/s72-c/singolarit%25C3%25A0+e+formularit%25C3%25A0.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876.post-5191100453170661768</id><published>2011-09-03T10:12:00.002+02:00</published><updated>2011-09-10T15:39:18.745+02:00</updated><title type='text'>L'impegno cattolico nella società. Saggi su Alberto Monticone</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;L’impegno civile dei cattolici nella società è un tema di estremo interesse ritornato recentemente in auge anche grazie alle parole di Benedetto XVI che, durante il suo ultimo viaggio a Venezia lo scorso maggio, ha ricordato che oggi c’è “più che mai bisogno di vedere persone, soprattutto giovani, capaci di edificare una vita buona a favore e al servizio di tutti” sottolineando come “a questo impegno non possono sottrarsi i cristiani”. In questa direzione si muove il volume curato da Angelo Sindoni e Mario Tosti che raccoglie una serie di studi storici in onore di Alberto Monticone, insigne storico e personaggio di assoluto rilievo nel panorama culturale e politico odierno, il quale ha da sempre coltivato ampi interessi, dalla storia della Chiesa in età moderna e contemporanea, alla storia dell’associazionismo cattolico, passando per la storia militare italiana, fino agli studi sul fascismo, che lo hanno reso una figura di riferimento per numerosi storici. Il fil rouge che lega i vari saggi raccolti da Sindoni e Tosti, che amici ed allievi hanno voluto offrire a Monticone a coronamento di una lunga e feconda attività di studioso, è che la vita religiosa di ciascuno non può essere vissuta solamente nell’intimità della propria coscienza, ma deve costituire il banco di prova attraverso cui affrontare i nodi cruciali che la civiltà odierna pone innanzi quotidianamente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-UEL5kG5-fIo/TmHg74bydkI/AAAAAAAAADU/IGXsvQICj-c/s1600/Saggi+su+Monticone.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-UEL5kG5-fIo/TmHg74bydkI/AAAAAAAAADU/IGXsvQICj-c/s320/Saggi+su+Monticone.JPG" width="230" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Pubblicato su La Sicilia venerdì 2 settembre 2011&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6262440441130052876-5191100453170661768?l=paroleetcose.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/5191100453170661768/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/09/limpegno-cattolico-nella-societa-saggi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/5191100453170661768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/5191100453170661768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/09/limpegno-cattolico-nella-societa-saggi.html' title='L&apos;impegno cattolico nella società. Saggi su Alberto Monticone'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-UEL5kG5-fIo/TmHg74bydkI/AAAAAAAAADU/IGXsvQICj-c/s72-c/Saggi+su+Monticone.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876.post-2483402697705123176</id><published>2011-08-28T12:53:00.002+02:00</published><updated>2011-09-10T15:38:42.797+02:00</updated><title type='text'>A Rimini 35 giovani del Cairo. "Qui come piazza Tahir".</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Dall'esperienza del Meeting Cairo lo scorso 28-29 ottobre, trentacinque ragazzi egiziani, cristiani e musulmani, sono giunti a Rimini per vedere da vicino cos’è il Meeting. Racconta Mohamed, per la prima volta nella città romagnola: «Ero curioso di vedere cosa fosse il Meeting di Rimini e desideroso di rivivere quello che, seppur in piccolo, mi ha colpito di più quando ho partecipato al Meeting del Cairo: la gioia che le persone provavano nello stare insieme». Gli fa eco Assal, anche lui per la prima volta a Rimini: «Quello che mi ha incuriosito di più è vedere due culture, quella egiziana e la vostra, entrare in rapporto tra di loro. Sono contento di essere qui ed è stupefacente lo sguardo che gli altri hanno su di me: l’amicizia instaurata con gli italiani mi ha fatto scoprire un modo nuovo di guardare alle persone. Io studio per diventare pilota di linea e non pensavo che, per esserlo, avrei dovuto fare le pulizie (tutti i ragazzi egiziani volontari al Meeting si occupano delle pulizie &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;), ma sono contento così, dice sorridendo». «Quello che mi ha sorpreso di più -riprende Mohamed- è stata l’armonia che c’è tra le persone che lavorano al Meeting, che è davvero immenso – e così dicendo traccia un ampio gesto con la mano-, e probabilmente questo è il segreto del suo successo. E – aggiunge- il più grande vantaggio, per me, è che io sono parte di questa armonia nella quale posso capire, comunicare, incontrare». Il presidente del Meeting del Cairo Tahani Al Gibali nel suo messaggio alla platea riminese ha ricordato di essere stata rimproverata quando aveva affermato di essere ottimista sul futuro dell’Egitto e su quello dei giovani egiziani. Mohamed e Assal sono totalmente d’accordo con lei: «Al Gibali ha ragione –afferma Mohamed-, gli egiziani, soprattutto i giovani, recentemente si sono aperti agli altri e hanno avuto la possibilità di sfruttare tanti canalie mezzi di comunicazione. Noi desideriamo un rapporto, una unione con le altre culture e le altre persone. Il successo del Meeting del Cairo, che ci ha portato qui a Rimini per approfondire questa amicizia, è la prova che non è una follia essere ottimisti in Egitto oggi». Il “new deal” egiziano ha bisogno della cooperazione di tutti, cristiani e musulmani, ha detto proprio a Rimini il vescovo copto-ortodosso Armiah e Mohamed e Assal concordano con questa affermazione: «Io ho iniziato a lavorare insieme ad un mio amico cristiano, -ricorda Mohamed-, e il venerdì andavo con lui in chiesa a pregare e poi andavo in moschea. Penso di essere stato fortunato perché mia madre, che è musulmana, prega per me, e la mamma del mio amico, che è cristiana, prega pure per me». «Gli egiziani sono come un corpo unico, –dice Assal- non c’è una contrapposizione tra cristiani e musulmani come spesso viene fatto credere e la rivoluzione di piazza Tahrir credo che abbia dimostrato proprio che quando in gioco c’era la libertà dell’Egitto, le differenze sono immediatamente scomparse: «La religione è di Dio e &lt;st1:personname productid="la Patria" w:st="on"&gt;la Patria&lt;/st1:personname&gt; è di tutti», dice Assal citando un antico detto popolare». «Non vediamo l’ora di tornare a casa per raccontare a tutti ciò che di bello abbiamo visto in questi giorni – dicono alla fine quasi in coro i due ragazzi-, -se ci mancherà qualcosa?- Sì, il vostro caffè espresso: è straordinario! &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-NO3uIe3zsTU/TlodTAYlLMI/AAAAAAAAADQ/uTgEPmIM2Dc/s1600/egitto-piazzatahrir.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;img border="0" height="211" src="http://4.bp.blogspot.com/-NO3uIe3zsTU/TlodTAYlLMI/AAAAAAAAADQ/uTgEPmIM2Dc/s320/egitto-piazzatahrir.jpg" width="320" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Pubblicato su La Sicilia venerdì 26 Agosto 2011&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6262440441130052876-2483402697705123176?l=paroleetcose.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/2483402697705123176/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/08/rimini-35-giovani-del-cairo-qui-come.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/2483402697705123176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/2483402697705123176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/08/rimini-35-giovani-del-cairo-qui-come.html' title='A Rimini 35 giovani del Cairo. &quot;Qui come piazza Tahir&quot;.'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-NO3uIe3zsTU/TlodTAYlLMI/AAAAAAAAADQ/uTgEPmIM2Dc/s72-c/egitto-piazzatahrir.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876.post-3946628481194441190</id><published>2011-08-16T01:00:00.002+02:00</published><updated>2011-09-10T15:38:19.997+02:00</updated><title type='text'>Londra. L'educazione sotto scacco</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Gaetano e Angela vivono da molti anni nel Regno Unito. Entrambi catanesi, dopo essersi sposati hanno vissuto alcuni anni negli Stati Uniti prima di trasferirsi a Eltham, un comune di "South London" nel distretto amministrativo di Greenwich.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; &lt;span class="apple-style-span"&gt;«In questa zona -racconta Gaetano - l'onda lunga della protesta è arrivata la notte di lunedì 8 agosto, spostandosi progressivamente dal nord di Londra dove tutto ha avuto inizio sabato sera. Ma a parte qualche rissa, documentata dalla Bbc, e qualche vetrina spaccata non è accaduto nulla di eclatante. La situazione è cambiata però il martedì mattina quando i residenti di Eltham hanno deciso di scendere in piazza per difendere i negozi, le strade ed il quartiere dalla guerriglia, dando vita di fatto a delle ronde cittadine. Il motivo per cui la protesta è nata ha lasciato quasi subito spazio ad una mera contrapposizione tra bianchi e neri, anche perché il quartiere è noto per alcuni episodi di intolleranza razziale (molti abitanti appartengono al partito di estrema destra "English Defense League") e per la presenza di numerosi "hooligans" tifosi della squadra di calcio del Millwall che milita nella Football League Championship (corrispondente alla nostra serie B)».&lt;/span&gt; &lt;span class="apple-style-span"&gt;Attraversando Londra per andare a lavoro Gaetano e Angela hanno visto tanti negozi distrutti, ma in mezzo a tanta desolazione sono stati testimoni della solidarietà di tante persone che si sono prodigate per contribuire a rimettere un po' a posto le cose, anche armati di scope e palette. «Abbiamo saputo - interviene Angela -che molti si sono impegnati, attraverso offerte in denaro, ad aiutare coloro che, a causa delle rivolte, avevano perso la loro casa o la loro attività. Per la prima volta da quando viviamo nel Regno Unito abbiamo sentito dire dai media e dalle persone con cui abbiamo parlato che forse si è commesso un errore nell'educazione dei giovani; si è insistito troppo sul politically correct ma si è arrivati alla fine ad una deresponsabilizzazione di questi ultimi, delegittimando in un certo senso il ruolo dei genitori e, di conseguenza, dell'autorità». «In quanto immigrati - aggiunge Gaetano - viviamo i fatti che accadono in questi giorni un po' dall'esterno, però abbiamo sempre visto il Regno Unito come una terra piena di opportunità e ci viene difficile capire i giovani inglesi che affermano il contrario e si rivoltano contro il governo e il sistema. E' vero che i problemi ci sono e vanno affrontati, però l'impressione è che la società britannica è frammentata, ferita e che parole come speranza, futuro, avvenire sembrano distanti anni luce per questa generazione. La questione allora non è l' insufficienza di opportunità, che qui sono tante, basta saperle cogliere, ma l'assenza di punti di riferimento, di valori assoluti che diano una direzione e aiutino il giovane a trovare la sua strada e diventare così adulto». Si è creata una società in cui i giovani sono perfettamente consci dei propri diritti, ma hanno dimenticato significato della parola responsabilità. «Qui in Inghilterra - sostengono i coniugi catanesi - trovare persone che vogliono dedicarsi al mestiere di educatore è rarissimo perché al minimo errore si rischiano denunce penali. Addirittura ci sono dei negozi che espongono dei cartelli in cui c'è scritto che l'ingresso è consentito a due studenti per volta: la gente è terrorizzata dai teen-ager! I ragazzi dovrebbero protestare sì, ma contro una società che li ha abbandonati a se stessi e non ha avuto il coraggio di dire dei 'no' in nome di una presunta idea di tolleranza. Quello che sta succedendo in Inghilterra è una vera e propria emergenza educativa». E qui Gaetano interrompe il suo racconto e cita efficacemente a mo' di chiosa un detto catanese in un dialetto reso ormai incerto dai lunghi anni di assenza dalla Sicilia: «L'arbulu s'addrizza quannu è nicu»: l'albero storto si raddrizza quando è giovane.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span class="apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-YyerAj9dZKc/TkmkpEH3j8I/AAAAAAAAADM/fIfWkB0u-Us/s1600/Guerriglia-a-Londra.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;img border="0" height="232" src="http://1.bp.blogspot.com/-YyerAj9dZKc/TkmkpEH3j8I/AAAAAAAAADM/fIfWkB0u-Us/s320/Guerriglia-a-Londra.jpg" width="320" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span class="apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span class="apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Pubblicato su La Sicilia lunedì 15 Agosto 2011&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6262440441130052876-3946628481194441190?l=paroleetcose.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/3946628481194441190/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/08/londra-leducazione-sotto-scacco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/3946628481194441190'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/3946628481194441190'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/08/londra-leducazione-sotto-scacco.html' title='Londra. L&apos;educazione sotto scacco'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-YyerAj9dZKc/TkmkpEH3j8I/AAAAAAAAADM/fIfWkB0u-Us/s72-c/Guerriglia-a-Londra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876.post-2188050012077094530</id><published>2011-08-15T02:15:00.003+02:00</published><updated>2011-09-10T15:38:01.057+02:00</updated><title type='text'>Mistica, pienezza di vita</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;La parola “mistica”, nel nostro immaginario collettivo, viene subito ricollegata alle figure dei&amp;nbsp;grandi santi, da S. Francesco, a S. Giovanni della Croce, fino a Madre Teresa di Calcutta per citare qualche esempio, immaginati magari in atteggiamento orante nella solitudine delle loro celle. Un privilegio riservato a pochi prescelti dunque, dal quale resta esclusa la stragrande maggioranza dei “comuni mortali”. Che la mistica sia invece una delle caratteristiche umane per eccellenza, anzi, che l’uomo sia essenzialmente un mistico, sembra incredibile e, per certi versi, paradossale. Non di questo parere era Raimon Panikkar, sacerdote cattolico di cultura indiana e catalana, autore di decine di libri e centinaia di articoli, scomparso lo scorso anno, secondo il quale la mistica non è un particolare fenomeno, più o meno straordinario; qualcosa di estraneo alla conoscenza “normale” dell’uomo, ma una caratteristica intrinseca al suo stesso essere, una dimensione antropologica dell’essere umano in quanto tale. “Ogni uomo è mistico anche se solo potenzialmente –soleva dire padre Panikkar- e dunque la mistica autentica non disumanizza&amp;nbsp;ma, al contrario, ci mostra che la nostra umanità è qualcosa di più (e non di meno) della razionalità pura”. Queste riflessioni sono confluite in un volume, il primo di una lunga serie,&amp;nbsp;che raccoglie l’opera omnia del sacerdote spagnolo, edito da Jaca Book dal titolo “Mistica pienezza di vita”. Come in un trittico ideale, l’Autore desidera guidare il lettore verso il significato più autentico della mistica che in una prima parte viene descritta non come una riflessione sull’Essere, ma come un atteggiamento spontaneo che sgorga dalla pienezza della persona. La seconda parte tratta della &lt;i&gt;contemplazione&lt;/i&gt;, definita come una “meditazione senza oggetto”, la cui sorgente zampilla dal “silenzio della parola” come suggestivamente la descrive Panikkar racchiudendola in quest’ossimoro. Egli infine, a conclusione di questa seconda parte, traccia un profilo di tre grandi santi in cui mostra, attraverso un efficace paragone cromatico, come la santità non sia un concetto monolitico, ma poliedrico. La terza parte è forse la più sistematica e “filosofica” in quanto l’Autore, trattando dell’esperienza mistica, vuole confutare l’idea, radicata nell’accettazione acritica, della seconda regola della morale provvisoria cartesiana, secondo cui, confondendo l’evidenza razionale con la comprensione, si riduce la mistica ad una serie di fenomeni esoterici più o meno straordinari riservati ad una ristrettissima élite di persone. Invece tutti siamo potenzialmente aperti alla mistica perché tutta “l’esperienza –sottolinea ancora Panikkar- mira all’Essere”, quell’Essere che la tradizione cristiana, unica tra tutte, chiama col nome di Padre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ofMw5awizIc/TkhkjYi7qHI/AAAAAAAAACQ/_o3E62qo72s/s1600/panikkar.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-ofMw5awizIc/TkhkjYi7qHI/AAAAAAAAACQ/_o3E62qo72s/s320/panikkar.jpg" width="190" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Pubblicato su La Sicilia giovedì 11 Agosto 2011 &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6262440441130052876-2188050012077094530?l=paroleetcose.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/2188050012077094530/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/08/mistica-pienezza-di-vita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/2188050012077094530'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/2188050012077094530'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/08/mistica-pienezza-di-vita.html' title='Mistica, pienezza di vita'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-ofMw5awizIc/TkhkjYi7qHI/AAAAAAAAACQ/_o3E62qo72s/s72-c/panikkar.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876.post-6896710323106613490</id><published>2011-07-20T14:14:00.002+02:00</published><updated>2011-09-10T15:37:39.571+02:00</updated><title type='text'>L'intenzionalità rovesciata. Dalle forme della cultura all'originario</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;La nostra è un’epoca, lo si sente dire da più parti e spesso non a torto, di poche ed inquiete certezze nella quale il problema del metodo, cioè di una strada da percorrere, una strada esistenzialmente riconosciuta come valida, è di fondamentale importanza. Di questo modo di sentire si fa portavoce anche Armando Rigobello che, nella sua ultima fatica intellettuale, quasi a coronamento di un lungo e fecondo itinerario speculativo, indaga le “due vie” che si dipartono dalla filosofia la quale è giunta alle soglie del terzo millennio dopo essersi lasciata alle spalle l’impostazione fenomenologica, da cui, egli dice, non si può prescindere ma neppure ci si deve soffermare in essa. Vi è una “via breve”, ed è quella percorsa da Heidegger che, dopo aver abbandonato la metafisica, risoltasi oramai in scienza-tecnica in favore del pensiero poetante, attende la rivelazione di un Dio che venga a salvare l’uomo. Vi è invece una “via lunga”, tracciata da Ricoeur, nella quale l’interpretazione della vita vissuta, in tutta la pluralità delle sue forme, genera un conflitto che la fragile condizione umana non riesce a sanare. La soluzione non può trovarsi dunque facendo appello alle sole capacità dell’uomo ma deve di necessità aprirsi alla prospettiva religiosa, intesa però non come esito di una ricerca, ma come risposta ad una chiamata. Il fascino esistenziale della prospettiva heideggeriana è innegabile, prosegue Rigobello, ma è nel senso della “via lunga” che egli intende procedere, convinto che essa sia quella più idonea per comprendere sia il nostro tempo sia la stessa condizione umana. Il metodo adottato per procedere lungo questa via è singolare: occorre, dice il filosofo veneto, una “intenzionalità rovesciata” che della realtà, del mondo della cultura e della spiritualità, colga la ragione profonda. Sant’Agostino scriveva che «initium […] ut esset homo creatus est»; affinchè il mondo si possa dire realmente esistente (ci sia un vero inizio) occorre lo sguardo di un soggetto umano, che ponga una domanda attraverso la quale si cerca di comprendere il senso del reale. Ma la domanda radicale sul senso della realtà si intreccia inesorabilmente con la domanda di senso assolutamente personale di colui che interroga. E ogni domanda, incalza Rigobello, se pensata fino in fondo, rinvia alla domanda radicale sul senso ultimo della realtà e di ciascuno di noi che della realtà siamo parte. L’“intenzionalità rovesciata”, dalle forme simboliche del reale, per usare una celebre espressione di Ernst Cassirer, vuole condurre proprio verso quel senso finale, originario, in cui il percorso non si configura tanto come un &lt;i&gt;esodo&lt;/i&gt;, ma come un &lt;i&gt;compimento&lt;/i&gt; verso cui l’uomo, inteso come &lt;i&gt;homo viator&lt;/i&gt;, tende.&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-KRwY-tPSMPY/TibGam0BnBI/AAAAAAAAACE/kemKFmh-jE8/s1600/copertina+intenzionalit%25C3%25A0+rovesciata.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-KRwY-tPSMPY/TibGam0BnBI/AAAAAAAAACE/kemKFmh-jE8/s320/copertina+intenzionalit%25C3%25A0+rovesciata.jpg" width="212" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Pubblicato su La Sicilia mercoledì 20 Luglio 2011&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6262440441130052876-6896710323106613490?l=paroleetcose.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/6896710323106613490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/07/lintenzionalita-rovesciata-dalle-forme.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/6896710323106613490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/6896710323106613490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/07/lintenzionalita-rovesciata-dalle-forme.html' title='L&apos;intenzionalità rovesciata. Dalle forme della cultura all&apos;originario'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-KRwY-tPSMPY/TibGam0BnBI/AAAAAAAAACE/kemKFmh-jE8/s72-c/copertina+intenzionalit%25C3%25A0+rovesciata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876.post-3291404543675384998</id><published>2011-07-16T09:32:00.005+02:00</published><updated>2011-09-10T15:37:18.678+02:00</updated><title type='text'>Biografia, politica e Kulturgeschichte in Rudolph Haym</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;«Non è necessario, o neanche soltanto possibile, in ogni tempo &lt;i&gt;elevare a dogma&lt;/i&gt; la storia che si fa e trasporla in un sistema metafisico: è assolutamente necessario rendere gli eventi storia, la storia &lt;i&gt;storia compresa e narrata&lt;/i&gt;». Non si potrebbero comprendere la vita e l’opera di Rudolph Haym al di fuori di questa affermazione tratta dal suo &lt;i&gt;“Hegel und seine Zeit”&lt;/i&gt;, la monumentale biografia che lo studioso tedesco scrisse su Hegel. La sua figura rimanda ad una personalità multiforme (πολύτροπος l’avrebbe definito Omero) interessata tanto all’attività teorica e speculativa quanto all’attività pratica e politica in particolare. Un recente volume, curato da Giancarlo Magnano San Lio, ci restituisce proprio un’immagine a tutto tondo della personalità di Haym, un intellettuale la cui opera presenta una indubbia abbondanza di spunti e suggestioni, purtroppo oggetto, in seguito, solo di scarsi studi critici che, di conseguenza, sono stati causa di un immeritato oblio sia dell’opera sia della persona. Il titolo del saggio,“Biografia, politica e Kulturgeschichte in Rudolf Haym”, enuclea già i nodi principali che costituirono il leit-motiv dell’impegno dell’intellettuale tedesco. La biografia è considerata come il genere letterario che consente di riassumere storia della filosofia e storia della cultura attraverso le vicende di alcuni personaggi di straordinario rilievo che costituiscono la cartina di tornasole di un intero ambiente, se non addirittura di un’epoca. Da qui le tre monumentali biografie su Humboldt, Hegel ed Herder, che, oltre allo straordinario rilievo storiografico, assumono anche un significato pedagogico in quanto, nella prospettiva haymiana, la grande personalità può assurgere a modello utile a ripercorrere la storia spirituale della Germania nell’ottica soprattutto dell'unificazione della nazione tedesca che di lì a poco si sarebbe realizzata. E’ attraverso la biografia dunque che i singoli eventi si fanno storia e la storia diviene “storia compresa e narrata” e, d’altra parte, l’impegno politico che costituisce l’altra cifra capitale della riflessione haymiana, non venne solamente teorizzato attraverso gli exempla dei tedeschi illustri, ma vissuto in prima persona negli anni difficili che condussero poi di fatto la Germania verso l’unificazione nel 1871: Haym assunse incarichi parlamentari, ruoli accademici ed istituzionali, correndo a volte il rischio di pagare a livello personale alcune sue prese di&amp;nbsp; posizione che egli difese tuttavia sempre con tenacia e con una immancabile vis polemica. Dalla ricognizione fatta da Magnano San Lio emerge dunque un contesto assai complesso nel quale si inserisce una personalità poliedrica, ma capace tuttavia di comporre in un quadro unitario aspetti e prospettive assai diversi fra loro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-xconhGcDhM4/TiE_t-INxHI/AAAAAAAAACA/B0DGOot7Swk/s1600/copertina+Haym.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-xconhGcDhM4/TiE_t-INxHI/AAAAAAAAACA/B0DGOot7Swk/s320/copertina+Haym.JPG" width="225" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Pubblicato su La Sicilia il 16 Luglio 2011&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6262440441130052876-3291404543675384998?l=paroleetcose.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/3291404543675384998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/07/biografia-politica-e-kulturgeschichte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/3291404543675384998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/3291404543675384998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/07/biografia-politica-e-kulturgeschichte.html' title='Biografia, politica e Kulturgeschichte in Rudolph Haym'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-xconhGcDhM4/TiE_t-INxHI/AAAAAAAAACA/B0DGOot7Swk/s72-c/copertina+Haym.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876.post-3568509364643801323</id><published>2011-05-04T14:35:00.004+02:00</published><updated>2011-09-10T15:36:59.800+02:00</updated><title type='text'>Legge e scelte etiche, itinerari di biodiritto</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;“Non omne quod licet honestum est”&lt;/i&gt;.&lt;i&gt; &lt;/i&gt;Riflettere sul rapporto che intercorre tra la vita umana e il diritto non può prescindere, secondo il pensiero di Giovanni Di Rosa, ordinario di Diritto privato presso &lt;st1:personname productid="la Facolt￠" w:st="on"&gt;la Facoltà&lt;/st1:personname&gt; di Giurisprudenza dell’Università di Catania, da ciò che afferma il noto brocardo latino, secondo cui una legge «non rende un comportamento diverso da quello che oggettivamente esso è», rendendo giusto ciò che, con tutta evidenza, giusto non è. Partendo da questa iniziale considerazione, ha visto la luce un agile volume dal titolo singolare: “Biodiritto. Itinerari di ricerca” (Giappichelli Editore), che è il frutto, spiega l’autore, (anche) dell’esperienza maturata durante le lezioni di Biodiritto tenute all’Università e prende le mosse dal valore della persona e dalla centralità della vita umana sviluppandosi via via con l’esame delle discipline legislative più attuali in materia di trapianti d’organo, cure palliative e terapie del dolore, senza passare però sotto silenzio i temi più scottanti che tanto hanno infiammato l’opinione pubblica, dall’ammissibilità della diagnosi preimpianto in merito alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita, al &amp;nbsp;caso Eluana Englaro, che ha contribuito ad alimentare il dibattito sulla questione se esiste un diritto a morire, se la persona ha il potere di disporre del proprio corpo in base ad un assoluto principio di autodeterminazione e se ha il diritto di dichiarare anticipatamente il tipo di trattamento sanitario che dovrebbe eventualmente ricevere. L’itinerario appassionante lungo il quale il lettore viene guidato, ripercorre idealmente le tappe fondamentali dell’esistenza umana, muovendo dalle vicende che riguardano l’alba dell’io (manipolato o negato), verso quelle che guardano allo svolgimento della vita (contestualmente all’indagine sugli atti dispositivi del proprio corpo), per giungere infine alle problematiche sollevate dalla “vita dolente” (dichiarazioni di trattamento anticipato, testamento biologico, eutanasia, cure palliative e terapie del dolore). Non è un testo per i soli “addetti ai lavori”, ma un’opportunità di riflessione per tutti a partire dall’attuale situazione normativa fondata su due importantissimi documenti, seppur di provenienza affatto diversa; &lt;st1:personname productid="la Dichiarazione" w:st="on"&gt;la Dichiarazione&lt;/st1:personname&gt; universale dei diritti dell’uomo e l’enciclica &lt;i&gt;Humanae vitae&lt;/i&gt; di Paolo VI. Esso si rivolge a tutti coloro che desiderano andare al cuore di alcune questioni, consapevoli che esistono principi non negoziabili e limiti invalicabili all’autodeterminazione dell’uomo. La questione allora non è riproporre la dicotomia, stucchevole e sterile, tra bioetica laica e bioetica cattolica, ma confrontarsi serenamente e seriamente sui temi che riguardano quella che è la nostra più importante e irripetibile esperienza: la vita.&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif; font-size: 14pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-xdwNb9hOy9g/TcFHYMt-6YI/AAAAAAAAAB8/8fFcX_wLrgA/s1600/copertina+biodiritto.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-xdwNb9hOy9g/TcFHYMt-6YI/AAAAAAAAAB8/8fFcX_wLrgA/s320/copertina+biodiritto.jpg" width="224" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif; font-size: 14pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Pubblicato su La Sicilia mercoledì 4 maggio 2011&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6262440441130052876-3568509364643801323?l=paroleetcose.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/3568509364643801323/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/05/legge-e-scelte-etiche-itinerari-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/3568509364643801323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/3568509364643801323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/05/legge-e-scelte-etiche-itinerari-di.html' title='Legge e scelte etiche, itinerari di biodiritto'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-xdwNb9hOy9g/TcFHYMt-6YI/AAAAAAAAAB8/8fFcX_wLrgA/s72-c/copertina+biodiritto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876.post-5678215254954791222</id><published>2011-05-03T20:20:00.002+02:00</published><updated>2011-09-10T15:36:30.150+02:00</updated><title type='text'>Musica, risonanza del sublime</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Un luogo comune molto ben radicato afferma la perfetta e insanabile estraneità fra la contemporaneità musicale e la tradizione religiosa. Invece è proprio la contemporaneità che esige di "seguire la traccia dell'antica memoria e della sua testimonianza". E’ questo il leitmotiv del saggio di Pierangelo Sequeri, ("La risonanza del sublime. L'idea spirituale della musica in Occidente."; Edizioni Studium Roma 2008) che vuol guidare il lettore in un viaggio, attraverso la forma del racconto, che prende le mosse dall'antica filosofia greca della musica, per giungere, dopo essersi soffermato ad interrogare le varie epoche della musica "composta ed ascoltata", all'età contemporanea, dove il nesso tra evoluzione della spiritualità religiosa ed evoluzione della coscienza estetica, ha raggiunto il suo culmine. Il Novecento musicale europeo è difatti incomprensibile prescindendo da questo rapporto, il cui esito non può essere spiegato semplicemente in termini di tecniche, gusti soggettivi e stili formali. Nella nostra cultura infatti &lt;i&gt;musicale è l'uomo&lt;/i&gt;, primariamente; “non la natura, né gli dei, né le pulsioni di eros.” E' su quest’ idea, fiorita attraverso l'innesto dell'&lt;i&gt;ethos&lt;/i&gt; greco nel &lt;i&gt;Logos&lt;/i&gt; cristiano, che si è sviluppata la storia della musica occidentale la quale, dunque, si confronta costantemente e in modo diretto con i grandi temi della tradizione spirituale e religiosa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-GnX-UraRloI/TcBGfJJUB1I/AAAAAAAAAB4/wQ1OR5ndeIE/s1600/copertina+risonanza+del+sublime.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-GnX-UraRloI/TcBGfJJUB1I/AAAAAAAAAB4/wQ1OR5ndeIE/s320/copertina+risonanza+del+sublime.jpg" width="204" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Pubblicato su La Sicilia domenica 17 aprile 2011&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6262440441130052876-5678215254954791222?l=paroleetcose.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/5678215254954791222/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/05/musica-risonanza-del-sublime.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/5678215254954791222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/5678215254954791222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/05/musica-risonanza-del-sublime.html' title='Musica, risonanza del sublime'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-GnX-UraRloI/TcBGfJJUB1I/AAAAAAAAAB4/wQ1OR5ndeIE/s72-c/copertina+risonanza+del+sublime.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876.post-2926798781389204112</id><published>2011-05-03T20:09:00.003+02:00</published><updated>2011-09-10T15:36:04.079+02:00</updated><title type='text'>La giustizia e la lezione di Socrate</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 19px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;La lettura di Platone è un piacere intenso. Nel grande Ateniese infatti il Logos filosofico raggiunge vertici di vera e propria arte attraverso la forma sublime dei dialoghi, che a ragione si possono annoverare tra i grandi capolavori della letteratura di tutti i tempi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Gli studenti dei Licei che si avvicinano per la prima volta allo studio della filosofia, accanto al normale lavoro sul manuale dovrebbero avere la possibilità di accostarsi direttamente ad un “classico” della filosofia e quale miglior occasione, questa, per leggere Platone e cominciare così ad intraprendere la grande avventura del pensiero occidentale?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;In questa prospettiva si colloca il lavoro condotto in sinergia da Enrico Piscione e Alfio Maglia che hanno recentemente curato una edizione “scolastica” del Critone (AG Edizioni) platonico, il primo dedicandosi in special modo all’introduzione ed agli approfondimenti bibliografici, alla traduzione e alle note culturali il secondo. Il pregio di questa edizione consiste, oltre alla veste grafica particolarmente curata, alla ottima traduzione fedele all’edizione del testo greco stabilita da J. Burnet corredata da un efficace apparato di note che intervengono al momento opportuno a spiegare i passaggi più oscuri del testo, ad un approfondimento bibliografico che anziché limitarsi ad un asettico elenco di opere offre una seppur breve antologia critica degli studiosi più autorevoli di Platone, anche&amp;nbsp; in una introduzione che coglie i punti essenziali del messaggio platonico contenuto nel dialogo attraverso un confronto serrato con ciò che la critica ha prodotto negli anni più recenti e introducendo una notazione sui generis come si vedrà fra poco. Inoltre la snellezza del formato la rende uno strumento particolarmente utile per lo studente che si accosti per la prima volta al testo platonico. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Il Critone rispetto ad altri dialoghi è un testo piuttosto breve, ma questo non implica però che esso sia facilmente intelligibile, anzi, ci avverte Piscione nella premessa all’opera, “se si scende in profondità, lo si trova irto di difficoltà interpretative”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;In primo luogo la data di composizione, che non è una questione di pura erudizione ma è determinante per comprendere appieno il significato del messaggio platonico. Infatti “la linea ermeneutica più recente, - prosegue il curatore- colloca l’opera prossima agli ultimi dialoghi platonici e qualche interprete si spinge ad affermare che il Critone è addirittura una sorta di “proemio alle Leggi” che, com’è noto, sono l’ultima opera di Platone”. Un dialogo della maturità dunque in cui viene dibattuto, attraverso il personaggio di Socrate prigioniero in attesa dell’esecuzione capitale, il problema dell’obbedienza alle leggi della Patria. L’altro protagonista del dialogo (a cui si deve il titolo) Critone, prova a convincere l’amico Socrate ad evadere dal carcere adducendo svariate motivazioni di natura pragmatica, ma il maestro di Platone è irremovibile dal suo proposito di non contravvenire alla sentenza dei magistrati di Atene perché, sostiene, “non si deve tenere in gran conto il vivere in se stesso, ma il vivere bene”, che equivale a “vivere con dignità e giustizia”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Il carattere nomologico del dialogo è chiaramente messo in evidenza nella rigorosa introduzione di Piscione, che ripropone con scrupolosità le tesi di studiosi tra i più autorevoli intorno a quest’opera: il cittadino è presentato come &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;doulos&lt;/i&gt;, ossia “servo” delle leggi, e questa prospettiva emerge quasi con prepotenza all’interno del dialogo nel contesto della grande prosopopea delle leggi, nella quale i &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Nomoi&lt;/i&gt;, le leggi personificate appunto, rivendicano per sé addirittura l’esistenza stessa di Socrate come uomo e come cittadino.Quindi, prosegue il curatore, “le Leggi nel dialogo esaminato assumono la caratteristica dell’assolutezza e, quindi, della divinità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Ma, incalza Piscione, “esse sono eterne e assolute, portatrici di bene o nascono dalla volontà degli uomini che conseguono il potere? Sono le stesse in tutte le città o variano col variare del tempo e dei luoghi?” Ecco, a queste domande il testo platonico non risponde rivelando un punto debole nella struttura dell’intera opera e perciò “la carenza di un fondamento metafisico rischia di schiacciare ed eliminare la dignità della singola persona che non trova affatto nelle Leggi un interlocutore paritario e il singolo rimane uno schiavo delle Leggi stesse”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;E’ su tali questioni che il curatore fa acutamente notare, confortato dall’autorità di un grande pensatore quale è stato Romano Guardini,&amp;nbsp; come la posizione evangelica rovesci un tale concetto: “Cristo non nega il valore delle leggi e, in particolare, quella del sabato, ma afferma che la legge è per l’uomo e non viceversa”. L’uomo è &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;imago Dei&lt;/i&gt; e quindi la legge, secondo il Nazareno, non si riduce ad “ottuso idolo che esige sacrifici umani”. C’è una legge dunque che è più profonda delle norme positive di derivazione umana ma Platone, pur nella sua immensa genialità, non arriva a coglierla, e di questo elemento di debolezza “il lettore presto s’accorge”.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-yJmRq9uwSmg/TcBDo90v8MI/AAAAAAAAAB0/Yzcl_JmJ998/s1600/platone.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-yJmRq9uwSmg/TcBDo90v8MI/AAAAAAAAAB0/Yzcl_JmJ998/s320/platone.jpg" width="251" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Pubblicato su La Sicilia domenica 20 marzo 2011&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6262440441130052876-2926798781389204112?l=paroleetcose.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/2926798781389204112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/05/la-giustizia-e-la-lezione-di-socrate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/2926798781389204112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/2926798781389204112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2011/05/la-giustizia-e-la-lezione-di-socrate.html' title='La giustizia e la lezione di Socrate'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-yJmRq9uwSmg/TcBDo90v8MI/AAAAAAAAAB0/Yzcl_JmJ998/s72-c/platone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876.post-4019359151035827490</id><published>2010-09-10T17:41:00.007+02:00</published><updated>2011-09-10T15:35:03.553+02:00</updated><title type='text'>TOBIA (o della vocazione)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;La volta celeste era puntellata da una coltre di miriadi di stelle e un barbaglio d'argento si diffondeva per l'aria gelida e limpida della notte. Un grande silenzio regnava tutt'intorno, rotto solo di tanto in tanto dal lamento lontano dello sciacallo.&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Tobia uscì dalla sua tenda e con un brivido si avvolse nel mantello. Alzò il viso verso il cielo, inspirò profondamente chiudendo gli occhi, e subito avvertì come una specie di vertigine che lo fece vacillare: il freddo era così intenso che gli penetrava nel petto come una lama affilata; poi si avviò lentamente verso nord ma fatti pochi passi si fermò, si girò come per ritornare indietro e rimase così, immobile con il busto un po' girato da un lato, le mani reggevano un lembo del mantello che gli copriva il capo e tremavano leggermente; ma subito, come per scacciare un pensiero molesto, si voltò riprendendo il cammino a passi veloci e ben presto fu lontano dall'accampamento, si distingueva appena il fuoco che illuminava fiocamente le tende disposte a semicerchio, da solo, nella immensa vastità del deserto e del cielo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Lì cadde in ginocchio e alzando le braccia protendendo le mani al cielo esclamò: «Tu sei giusto Signore e agisci con misericordia e lealtà. Guardami, Signore, ricordati di me: il mio tempo sta per passare e non ho ancora avuto la benedizione di una sposa che divida con me le gioie e gli affanni della vita, a cui possa donare tutto me stesso secondo &lt;st1:personname productid="la Tua" w:st="on"&gt;la Tua&lt;/st1:personname&gt; volontà: sarebbe la pupilla dei miei occhi e la regina della mia casa; la amerei e onorerei come furono amate e onorate la madre Eva, e Sara e Rebecca e Rachele. Forse che i miei peccati o le colpe dei miei padri sono così grandi da non meritare &lt;st1:personname productid="la Tua" w:st="on"&gt;la Tua&lt;/st1:personname&gt; grazia? Non abbandonarmi, Adonai, soccorrimi perchè sento il mio spirito farsi debole e venire meno.» Mentre così pregava e le parole si mischiavano alle lacrime che solcavano le sue gote, il silenzio intorno divenne totale, tacquero gli sciacalli e tutti gli animali del deserto, e si levò una tenue brezza proveniente dal mare. Le stelle che illuminavano la notte parevano essersi moltiplicate e ingrandite, somigliavano alle pietre preziose che adornano le mura del palazzo del re Salmanàssar. Sembrava che la terra e il cielo tacessero in attesa di qualcosa che di lì a poco sarebbe accaduta. Nel frattempo la chiarìa cresceva sempre più... Ad un tratto fu come se il cielo avesse preso fuoco e una luce accecante investì Tobia che fu costretto a chinare la faccia a terra e coprire il volto con le mani. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Nello stesso istante sentì una voce che lo chiamava: - «Tobia, Tobia». &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Era una voce che non aveva mai udito prima, possente e terribile come il rombo del tuono, ma allo stesso tempo dolce e soave come il miele selvatico appena raccolto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Tobia rispose: - «Eccomi, Signore.» &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;st1:personname productid="La Voce" w:st="on"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;La Voce&lt;/span&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt; riprese: - «Figlio mio, ho udito il tuo grido e il tuo pianto. Credi forse che ti abbia dimenticato? Conosci in tutto Israele una donna che non abbia a cuore, che si dimentichi del suo bambino? Anche fra i popoli che non conoscono il Mio nome le donne hanno cura dei loro figli e darebbero perfino la loro stessa vita se un pericolo li minacciasse. Ma anche se ci fosse una povera donna che si dimenticasse io non dimentico mai. Davanti al tuo grido il Mio intimo freme di compassione; Io che ti ho disegnato sulle palme delle Mie mani e che informe ho visto prima ancora che tua madre ti stringesse al suo seno potrò mai abbandonarti? Ma ecco, è necessario che tu percorra fino in fondo la strada che Io stesso ho tracciato per te affinchè la casa che tu vuoi edificare sia fondata sulla roccia, anzi tu stesso sia la roccia a cui affiderò colei che fin dall'eternità ho scelto per te; colei che come te è opera delle Mie mani; che, come te, amo di un amore infinito e a cui darei, darò a suo tempo, tutto. Nessuna stella del cielo, neppure la più lucente, nessun tesoro, custodito sulla terra o sul fondo degli abissi del mare, è più prezioso della mia creatura. Comprendi adesso perchè ne sono così geloso e non voglio che si perda? Che nessuno di voi si perda? Non temere, ti darò tutto, non subito, ma tutto. Il nome che porti ti rammenti sempre &lt;st1:personname productid="la Mia" w:st="on"&gt;la Mia&lt;/st1:personname&gt; promessa.» &lt;b&gt;(*)&lt;/b&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Quando Tobia riaprì gli occhi e levò in alto lo sguardo, la luce accecante era scomparsa e insieme a lei la brezza proveniente dal mare; tutto era tornato come prima, le stelle diffondevano il loro chiarore argenteo tutt'intorno, il freddo era diventato più pungente e le bestie selvatiche si udivano in lontananza di tanto in tanto. Avrebbe potuto pensare di aver sognato se a pochi passi da lui, dove prima non vi era altro che sabbia e nuda roccia, non fosse sbocciata una fresia bianchissima, ritta nel suo esile ma pur tenace stelo che sembrava spandere intorno un po' di quella luce che un momento prima aveva costretto Tobia con la faccia a terra. Rizzandosi in piedi e riprendendo la strada verso l'accampamento,certo ormai di non essere stato vittima di una allucinazione, egli ritornava con la mente alle parole udite e sentiva dentro di sé una gioia e una pace come da tanto, tanto tempo non provava... Nel frattempo, annunciata ad oriente dalla stella del mattino, l'aurora dileguava l'ombra della notte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;(*) Tobia significa infatti “Jahvè è buono”&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 16pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Garamond; font-size: 16pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HxpwpyC0rSM/TIpRXRpOsTI/AAAAAAAAABM/LgzbWgRKgaY/s1600/40550_1536667666855_1539753337_1360418_4136556_n.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/_HxpwpyC0rSM/TIpRXRpOsTI/AAAAAAAAABM/LgzbWgRKgaY/s320/40550_1536667666855_1539753337_1360418_4136556_n.jpg" width="317" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Garamond; font-size: 16pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6262440441130052876-4019359151035827490?l=paroleetcose.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/4019359151035827490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2010/09/tobia-o-della-vocazione_10.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/4019359151035827490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/4019359151035827490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2010/09/tobia-o-della-vocazione_10.html' title='TOBIA (o della vocazione)'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HxpwpyC0rSM/TIpRXRpOsTI/AAAAAAAAABM/LgzbWgRKgaY/s72-c/40550_1536667666855_1539753337_1360418_4136556_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6262440441130052876.post-2351394445480770498</id><published>2010-09-09T22:49:00.005+02:00</published><updated>2011-09-10T15:34:09.590+02:00</updated><title type='text'>Bisogna compiere tutti i passi</title><content type='html'>&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Bisogna compiere tutti i passi. Non si possono fare salti. Un bimbo piccolo riesce a malapena a mettere un piede dopo l’altro, come potrebbe mettersi a saltellare per la stanza? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Un bimbo di un anno. Che corre su e giù per la stanza come uno di tre anni. Non si può. Non s’è mai visto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Allo stesso modo l’amore tra l’uomo e la donna è come un bambino che muove i suoi primi passi. Un piede dopo l’altro; solo così riuscirà ad arrivare sicuro tra le braccia spalancate del suo papà che lo aspetta dall’altra parte della stanza. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Ma se si affretta correndo , le gambe non lo reggeranno, cadrà e si farà male: fortuna che il papà sta sempre attento e sarà pronto a raccoglierlo e consolarlo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Ma sarebbe meglio non cadere. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Certo è bello essere raccolti e consolati dal papà che con santa pazienza ci rimette su ogni volta, ma lo fa perché vuole che impariamo a camminare e non vede l’ora di portare quel suo bimbetto al parco e vederlo scorrazzare felice su e giù inseguendo le farfalle o i pollini che la brezza del mattino fa volteggiare sul cielo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Così è nell’amore tra l’uomo e la donna . &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Un passo dopo l’altro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Senza fretta. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;E l’innamoramento è il primo passo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Il piede destro davanti al piede sinistro. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Non c’è molto da rimuginarci sopra: accade. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Come una bella mattina di sole che non si può né prevedere né tantomeno programmare: accade. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Capita. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Che un bel volto mi attiri e io ne subisca tutto il fascino, anche travolgente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Ma non basta. Non si può stare fermi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Col piede destro davanti a quello sinistro. Fermi così. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;E’ una posizione ben scomoda. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;E poi bisogna camminare. Camminare, non correre. Per non rischiare di cadere. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Di fare un ruzzolone. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Occorre mettere il piede sinistro davanti a quello destro: fare un passo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Non bisogna cedere solo all’impressione e all’incanto dei sensi perché la bellezza percepita dai sensi può essere un dono pericoloso, basta un niente e l’altro diventa il mio balocco preferito da usare quando ne ho voglia e buttare via quando mi ha stufato. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Spesso gli uomini si infliggono tra di loro questo male. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Vogliono fare un passo troppo lungo e il risultato è che finiscono giù lunghi per terra. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Occorre invece imparare ad apprezzare la bellezza percepibile con la ragione, cioè la verità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Questo è un buon passo ulteriore. L’unico passo ulteriore da fare, che ci fa stare in piedi e ci avvicina un po’ di più a nostro Padre che è lì e ci attende a braccia aperte. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Si può benissimo amare senza aver subito voglia di afferrare il proprio caro amore. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Ci vuole una certa magnanimità, cioè una grandezza dell’animo, che non è una nostra capacità (noi pensiamo che lo sia), ma un carattere incancellabile della nostra natura, per dire una cosa del genere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Bisogna amare gratuitamente. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Gratis. Amare l’altro perché c’è. E basta. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Verginità: amare con un distacco dentro. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Ma si può davvero amare così? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Chi può davvero amare così?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Solo quell’Uomo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Solo Dio. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Solo quell’Uomo che è Dio, che per amore si è fatto uomo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Perché colui che ama dipende da colui che egli ama (c’è poco da fare), fino al punto che il Creatore s’è fatto creatura e ha dato la vita per essa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Dunque si può amare così a questo mondo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;E l’amore tra le creature è il più bel riflesso che c’è nel mondo dell’amore del Creatore. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Che spettacolo allora vedere due giovani, due teneri virgulti nel fiore degli anni, che si amano, che si rispettano, che si attendono, che si accolgono, che si commuovono l’uno per l’altra perché l’altro semplicemente c’è, c’è! &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Nemmeno il monte Bianco in tutta la sua imponenza, non le aurore boreali nel Nord del mondo, non i geyser d’Islanda, non le alte e fragorose cascate del fiume Niagara e nemmeno le comete più luminose potranno mai eguagliare lo spettacolo di due giovani che si amano così.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;E che infine decidono di promettersi davanti a Dio quell’eternità che il loro cuore desidera, ma che con le loro sole forze non sarebbero mai capaci di perseguire.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif;"&gt;Chi non ha visto un uomo e una donna amarsi così, credetemi, non ha visto niente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 16pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HxpwpyC0rSM/TIlIKczws8I/AAAAAAAAAA8/Cg4l6ixRNEw/s1600/11236_1279359274306_1539753337_734928_6147583_n.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="250" src="http://1.bp.blogspot.com/_HxpwpyC0rSM/TIlIKczws8I/AAAAAAAAAA8/Cg4l6ixRNEw/s320/11236_1279359274306_1539753337_734928_6147583_n.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 16pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6262440441130052876-2351394445480770498?l=paroleetcose.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroleetcose.blogspot.com/feeds/2351394445480770498/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2010/09/bisogna-compiere-tutti-i-passi_09.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/2351394445480770498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6262440441130052876/posts/default/2351394445480770498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroleetcose.blogspot.com/2010/09/bisogna-compiere-tutti-i-passi_09.html' title='Bisogna compiere tutti i passi'/><author><name>Salvatore De Mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17186590536676810497</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HxpwpyC0rSM/TIlIKczws8I/AAAAAAAAAA8/Cg4l6ixRNEw/s72-c/11236_1279359274306_1539753337_734928_6147583_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
